Il latte preferito dalle mamme

Barbara Paolinelli

Psicologa e Psicoterapeuta

Sono psicologa e psicoterapeuta, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento, luogo in cui svolgo la libera professione. Sono lieta di rispondere a domande che riguardano la genitorialit? e altre problematiche di natura psicologica legate all’infanzia.

Per informazioni più precise sullo stato del bambino e sulle domande esposte su questo sito si prega di consultare uno specialista.

simona

La mia bambina di 10 mesi quando siamo insieme vuole sempre stare in braccio se la appoggio a terra o sul divano e resto nella stessa stanza facendo altro comincia a piangere disperatamente anche per 10 minuti senza smettere. cosa posso fare per evitare questa situazione

L’ESPERTO RISPONDE…

Cara Simona, i bambini tra gli 8−10 mesi, iniziano a percepire se stessi separati dalla mamma. Il loro pianto davanti alla separazione e al distacco fisico è proprio naturale e comprensibile.

Il pianto e la ricerca della vicinanza alla mamma sono proprio segno che la sua piccola sta prendendo consapevolezza di se separata da mamma e nasce in lei la paura dell’abbandono. Questo è certo spaventa un po’.. anzi tanto e la reazione spontanea del neonato è quella del pianto, perché vorrebbe avere la mamma sempre con se e per se! Infatti questa è la fase in cui i piccoli sentendosi esseri diversi dalla loro mamma, iniziano il distacco, ma contemporaneamente lo temono in quanto hanno appunto paura dell’abbandono.

Il problema del piccolo che non vuole essere messo “giù” ma vuole sempre essere tenuto in braccio è molto frequente in questa fase di sviluppo.

Intanto è importante rassicurare la bimba e prenderla in braccio non appena inizia a piangere. Se partiamo dal presupposto che la piccola sta iniziando il processo di separazione dalla mamma, ma ne ha allo stesso tempo paura, nel caso in cui lei non la vada a rassicurare, la piccola perderà fiducia e voglia di avviare questo processo “di crescita e separazione”. Prenderla in braccio è un modo non verbale per comunicare alla piccola: sono con te e non ti lascio sola, anche se sei un essere diverso e differenziato dalla mamma”.

A questo punto, la risposta a questa mia affermazione, potrebbe essere: ma allora la devo tenere sempre in braccio? Come posso?

Risposta: la piccola non va tenuta “sempre” in braccio, ma solo nel momento in cui piange, fino a che non si sarà calmata. Dopo di che può rimettere la sua piccola in terra o sul divano e ricominciare con quello che stava facendo.

Se la piccola ricomincia a piangere dopo che era riuscita a tranquillizzarla, non si preoccupi, fa parte del gioco. La riprenderà in braccio e la calmerà, dopo di che si allontanerà di nuovo per fare quello che stava facendo dentro la stanza, insieme alla bimba.

Questa operazione può essere ripetuta, tante volte, fino a che la bimba non si sentirà tranquilla e avrà interiorizzato l’idea: la mia mamma mi sta vicina e mi consola, anche se siamo due individui separati.

Sarebbe opportuno che dopo aver tranquillizzato la bimba prendendola in braccio, nel momento in cui la mette giù ci sia un oggetto “transizionale”, magari l’orsacchiotto o il giochino preferito della piccola, con cui la bimba si possa intrattenere in sua assenza. Tale oggetto rappresenta un po’ il sostituto della mamma, la sua “vice”, nei momenti in ci la bimba si gestisce da sola un momento sul divano o per terra senza la presenza della mamma.

Segua questa linea e vedrà che tutto andrà per il meglio!

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