Il latte preferito dalle mamme

Barbara Paolinelli

Psicologa e Psicoterapeuta

Sono psicologa e psicoterapeuta, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento, luogo in cui svolgo la libera professione. Sono lieta di rispondere a domande che riguardano la genitorialit? e altre problematiche di natura psicologica legate all’infanzia.

Per informazioni più precise sullo stato del bambino e sulle domande esposte su questo sito si prega di consultare uno specialista.

carolina

Gentile dottore, le scrivo perche’ sinceramente non so come interpretare il comportamento di
mia figlia, e ho bisogno di capire se si tratta di una normale fase dello sviluppo del bambino o se ho sbagliato qualcosa io.
cerchero’ di essere sintetica.
La bimba ha 30 mesi, figlia unica, abbiamo una vita semplice e regolare, non va al nido e sta con me 24 h su 24 perche’ io non lavoro…
cio’ nonostante non le mancano situazioni di
socializzaizone (andiamo ad acquaticita’, spazi gioco e ludoteche, gioco danza una sorta di psicomoyricita’ con la musica e infine al teatro per i bimbi).
Ha gia’ un piccolo gruppetto di amichetti con i quali gioca piu volte a settimana con piacere (dice loro “ti volgio bene” e “sono felice che giochiamo insieme”).
Ha un linguaggio forbito e completo, ha sempre mangiato poco ma regolarmente e in modo sanissimo, ha un carattere molto forte e determinato, stimolato anche dai frequenti
incoraggiamenti e lodi che riceve, si sente insomma sicura di se (a volte forse troppo perche’ sembra volersi mettere in sfida sullo stesso piano degli adulti).
Con i bimbi gioca bene, sia i piu grandi sia i coetani, e rispetta abbastanza anche i piccoli (tranne qualche episodio di gelosia ma non sono frequenti).
E’ insomma abbastanza libera, seguita, stimolata, ama la lettura e la compagnia, senza pannolino gia’ dai due anni esatti e’ piuttosto “autonoma” .
E’ sempre stata autonoma nel mangiare e nel dormire, ha infatti sempre dormito molto anche 12 ore a notte e da sola nella sua cameretta senza storie ne’ pianti
(non abbiamo mai usato alcun metodo, semplicemente con naturalezza ha sempre accettato la separazione notturna).

Ma… c’e un ma.
Da un paio di settimane a questa parte, dopo una mia breve assenza di 3 giorni , e’ un’altra persona: spesso vuole farsi imboccare,
e’ un NO a tutto, oppositiva ai massimi livelli su tutto
(saranno i terribile two?), ma i problemi principali sono due: durante il giorno e’ diventata ossessiva con me, e’ la mia ombra,
mi cerca sempre e non puo allontanarsi da me un secondo…devo sempre essere li vicino…e questo anche la notte.
Certo, se la lascio piange un po e poi si calma e ritorna a giocare serena, la crisi non dura piu di mezz’ora.

Ma metterla a letto e’ diventata un’impresa che mi occupa anche due ore, nelle quali: urla, grida, lancia il suo pupazzetto, mi “vieta” di andarmene,
vuole e pretende con rabbia e ferocia che io stia li accanto a lei per un tempo indefinito, insomma non mi lascia andar via.
In tutto cio, ovviamente il pisolino del pomeriggio non esiste piu (ma lei e’ cotta dal sonno e si vede e lo dice anche, ma poi se ne esce
con un “No! io non dormo!”
e fa di tutto per rimanere sveglia (si proprio cosi, si tiene volutamente sveglia e ci riesce purtroppo).
A volte, dopo che me ne sono andata, finisce di piangere e si mette a giocare col pupazzetto , rimettendosi a piangere solo se mi riaffaccio alla porta.
La sera, nonostante la stanchezza, fa la stessa cosa. Mi chiede di star con lei, vuole che stia fisicamente ferma li accanto a lei e
non posso allontanarmi.
Se mi allontano, dopo queste due ore di tira e molla, piange disperata e alla fine, in 5 minuti, si mette a parlare col pupazzetto tranquilla.
Se mi riaffaccio per controllarla, ricomincia tutta la suppica da capo.

Ora mi chiedo io, possibile che tutto cio’ sia stato provocato da un mio temporaneo distacco? sono partita , prima di tutto questo, per 3 giorni
(matrimonio ma non potevo portarla e lei e’ rimasta col papa’, che fra l’altro adora e preferisce a me nel gioco) ed era la prima volta in 3 anni che mi
allontanavo da lei per piu di 4 ore.
Al ritorno l’ho rassicurata in mille modi, con gesti, parole, fatti (stando appunto appiccicata a lei come lei voleva) ma ora questa situazione a distanza di una settimana, sta diventando
per me claustrofobica (mi conceda il termine…) e per lei stressante perche’ non riesce a conciliarsi col sonno in pace, non riesce a farmi andare via.

Da un lato, assecondando le sue richieste estenuanti e continue, mi sembra di dar eccessivo peso alle sue insucurezze (come se le confermassi che si, c’e da temere se mi allontano allora rimango li con te),
dall’altro lato, cerco di assecondarla perche’ voglio darle il messaggio che mamma c’e.

Cosa mi consiglia? io non sono per i metodi drastici (farla piangere finche’ non crolla) ma se lei mi dice che potrebbe essere una soluzione sono pronta a farlo..o
dovrei assecondarla e concederle di dormire nel lettone?
Non so davvero cosa fare e mi si spezza il cuore a vederla cosi…cosa posso fare per aiutarla a lasciarmi andare?
le ho provocato un trauma cosi forte assentandomi per 3 giorni?
la ringrazio per la cortese risposta..
Carolina

L’ESPERTO RISPONDE…

Cara Carolina, intanto non definirei trauma quanto sta vivendo la bimba, piuttosto ansia da separazione. Se come lei stessa scrive, la sua presenza ? sempre stata costante nei confronti della bimba, il distacco ? stato vissuto come perdita, come ?tradimento?, come squarcio con postumi. Ora bisogna trovare una modalit? riparatrice, che non significa assecondare la bimba. Significa invece rassicurare la bimba comunicandole che la mamma c?? sempre anche se in quel momento si sposta dalla sua visuale. Aggiunga poi: ?la mamma ti penser? anche quando non ? con te (ad esempio quando la saluta per l?addormentamento), e non vede l?ora di riabbracciarti quando staremo di nuovo insieme?. Questo conforter? la piccola e le dar? sostegno anche durante il vostro distacco, che ormai ? stato avviato e va sostenuto. Ad esempio se la bimba gioca con gli amichetti, pu? dirle ?la mamma sta qua vicino, tu vai e gioca pure tranquilla?. Per farla addormentare consiglio anche l?uso di un peluche o simile che funga da sostituto materno per la notte (ho pubblicato qualche tempo fa un breve saggio sull?oggetto transizionale sul sito neolatte). Tanti auguri!

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